40 mila Euro per una Fiat 500 del 1959

Molte vetture d’epoca, si sa, ricevono delle quotazioni che possono lasciare assolutamente stupefatti, di gran lunga superiori a molte auto moderne e ultra-tecnologiche. La “vecchia” Fiat 500 è sicuramente un caso del genere: diventata una vera e propria icona del “Made in Italy”, è amata dagli appassionati di tutto il mondo e vanta fan club sparsi ai quattro angoli del globo. A tal proposito, Stati Uniti e Inghilterra sono, ovviamente, tra i molti paesi dove l’amore per lo storico “Cinquino” è più forte, ma anche due nazioni dove le quotazioni degli esemplari da collezione sono in continua e repentina ascesa.

Una conferma di questa specie di “febbre da 500” lo troviamo nelle quotazioni di un esemplare di Fiat Nuova 500 Transformable del 1959 presso la Graeme Hunt, società inglese specializzata nella compravendita di vetture storiche e da collezione: per gli esperti d’Oltremanica, infatti, questo modello può valere 34.750 Sterline, pari a quasi 42 mila Euro. Ma cosa si nasconde dietro a questa valutazione?

Appartenente alla prima serie della piccola utilitaria italiana, la variante in vendita in Inghilterra è infatti un modello completamente restaurato, ma che propone alcune inesattezze “storiche” che potrebbero far storcere il naso a più di un esperto, a cominciare dalla verniciatura: la carrozzeria è infatti dipinta con una bella tinta celeste che riprende le finiture dei sedili e ben si abbina al blu scuro della capote, ma che, probabilmente, non esisteva affatto nel catalogo dei colori disponibili all’epoca.

Gli “errori”, però, non finiscono qui: i paraurti, infatti, non sono esattamente gli stessi del modello originale, mentre sono stati anche montati i freni a disco alle ruote anteriori e gli ammortizzatori Monroe-Matic, rendendo così questo modello più un “esemplare unico” che una fedele riproduzione di una delle vetture più amate dagli italiani. Il problema maggiore (almeno per un collezionista) sta però nel motore: all’auto del 1959 è stato infatti trapiantato un propulsore 600 più recente, con alternatore al posto della dinamo e – orrore! – cambio sincronizzato al posto di quello standard della 500, che obbligava tutti gli automobilisti dell’epoca a una complicata “doppietta” quando si doveva cambiare marcia. Per quanto pieno di imperfezioni, però, questo modello rimane una vettura di gran fascino, a testimoniare la qualità e il fascino di un prodotto completamente italiano, anche a distanza di più di mezzo secolo dalla sua presentazione al pubblico.

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